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Jul 19, 2011

Quinto disco dei lombardi Evil Wings, Kaleidoscope è un album semplice e complesso nello stesso tempo, come ogni buon disco progressive: la complessa tecnica esecutiva, sia negli strumenti solisti che nella sezione ritmica, si offre come strumento espressiva e non il contrario come in molti altri gruppi.

KALEIDOSCOPE

Il disco si apre con la title track Kaleidoscope, brano dal gusto rock anni ’70, coinvolgente con il suo controtempo di chitarra, ritmica di strofa blueseggiante e il ritornello più che orecchiabile mentre con la consecutiva Here and Now le melodie si fanno più complesse, le chitarre sembrano parlare ed impressiona e stupisce l’intermezzo di organo, oltre agli assoli di chitarra, mentre la voce viaggia su una ritmica quasi jazz.

Farewall on Planet F19, dall’ intro quasi Pink Floyd (ricorda vagamente Us and Them), si presenta come una ballad dove la voce di Franco trova un vasto spazio espressivo sfruttando timbriche molto varie, così come la sua chitarra, per un momento di emozione pura.

More Than Reality è un pezzo più veloce, ma la carica di aggressività delle prime tracce scema per lasciare spazio ad atmosfere emozionali ed emotive, dove tastiere e chitarre accompagnano nel sogno, aprendo a Rygma 12 The Wisdom of the Sea, lunghissima semi-ballad dalle sonorità spaziali e dagli intermezzi rock e jazzati di tastiera, dove Joseph sa regalare davvero intense emozioni e Walter dimostra di essere più che al’ altezza della situazione. Commovente il finale.

Filthy Invaders Dawn si annuncia con voci distorte, seguite da chiarre e tastiera in tempo dispari e dalle voci di Maggie Giaffreda che tengono viva l’attenzione per tutto il brano, assieme a incredibili tastiere a metà tra la follia e l’incubo, di Rick Ostidich; notevole il lavoro di Ricky nel seguire con disinvoltura l’intera linea melodica per un pezzo dalle sonorità metal, in cui gli Evil Wings affondano indiscutibilmente le proprie radici, rivendicandole.

Il disco si chiude con The Oak Tree, dove lo stick bass di Giovanni Bellosi accompagna la chitarra classica, con la partecipazione di Carlo Guidotti al violino, la cui voce chiude un album che conferma le incredibili capacità compositive ed esecutive degli Evil Wings, con la speranza di vedere nuovi, entusiasmanti lavori studio e live al più presto.

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